Eccoci quà tornato al lavoro e il cambiamento si sente...
Si ricomincia come al solito: sveglia presto, musica fino alla fermata del bus, poi arriva il due e si riapre il libro, ect ect ect...
Devo dire che, per quanto la mia vita sia stata improntata sulla ricerca del cambiamento, visto che le situazioni mi stancano abbastanza in fretta, preferivo di gran lunga le sveglie tarde e gli orari flessibili della mia vita da studente...
Ma adesso basta parlare di lavoro il post doveva avere tutto un altro argomento, le vacanze e i "sogni che si avverano"...
Ebbene si, con mia grande tristezza questo ponte del primo maggio non sono potuto andar giù a casa (Sceriffo, quanto mi mancate...).
Pochi rimpianti però, con claudia ne abbiamo approfittato, vista anche la macchina nuova,. di fare una piccola gitarella verso Genova.
In programma c'era, a dite il vero, la visita all'acquario e poi "quello che viene viene".
Nella più classica tradizione Scaravilli (Guido) si parte all'avventura senza prenotazione al grido di: "dove troviamo ci fermiamo!".
La partenza è di quelle cosìddette "inteligenti" ovvero eravamo in macchina a mezzogiorno, ce la prendiamo con calma e nel pomeriggio siamo comodamente a Genova, città diventata a me famosa perchè se sbagli l'uscita dallo svoncolo e vai verso il centro, prima di poter tornare indietro devi quasi arrivare al porto. Arrivato al porto e tornato indietro (Ovviamente ho sbagliato strada) abbiamo trovato un hotel dove passare la notte ma, sia ben chiato, solo QUELLA notte! Sistemati i bagagli in camera, troviamo un ristorante e si va a mangiare pesce (ah quanto tempo...).
Giorno 2 - LA FOLLA
Ebbene si, il secondo giorno è caratterizzato dalla "stupidità umana" (la mia innanzitutto). Ma vengo e mi spiego: tutti sanno che i giorni festivi, ponti compresi, sono i peggiori per andare a visitare luoghi di attrazione turistica tipo, gli zoo, i parcho giochi o L'ACQUARIO DI GENOVA!!!
Capita però che questa norma dettata dall'umano istinto di sopravvivenza venga meno proprio nei giorni antecedenti a festività e ponti vari. Questa visita all'acquario è stata una vera e propria odissea.: millemila persone tutte insieme in fila per entrare, che battevano le loro palme sudaticce sui vetri delle vasche, con i loro flash che accecavano quei poveri pesci e infilavano le mani nelle vasche per tentare di tocare le razze. Il tutto ovviamente in barba agli annunci che intimavano di non farlo.
Magari avessero messo una mano quì dentro...

Più bello però, dal punto di vista della godibilità della visita, è stato il "Galata Museo del mare"che, quasi vuoto, si è prestato ad una visita più che approfondita e acculturante.
Interessante è stata alla fine del museo la mostra:LA MERICA una mostra in cui il visitatore, calato nei panni di un emigrante, tramite un passaporto (finto consegnato all'ingresso), faceva un giro per le cabine e per i ponti di un transatlantico ricostruito all'interno del museo.
Cosa carina della mostra era che gli spazi espositivi avevano dei monitor interattivi in cui, inserendo il passaporto nell'apposita fessura, un attore ci si rivolgeva come a degli ipotetici viaggiatori italiani ovviamente con dei nomi fittizi presi a caso da non si sa dove. Il caso volle che il passaporto di Claudia: residente a Brunico nella Pustra profonda, orgogliosa delle sue origini e della sua madrelingua tedesca fosse quello di..."Anna Sciacchitano" analfabeta nata nel1871 a Girgenti Ah il caso cinico e baro...
Si ricomincia come al solito: sveglia presto, musica fino alla fermata del bus, poi arriva il due e si riapre il libro, ect ect ect...
Devo dire che, per quanto la mia vita sia stata improntata sulla ricerca del cambiamento, visto che le situazioni mi stancano abbastanza in fretta, preferivo di gran lunga le sveglie tarde e gli orari flessibili della mia vita da studente...
Ma adesso basta parlare di lavoro il post doveva avere tutto un altro argomento, le vacanze e i "sogni che si avverano"...
Ebbene si, con mia grande tristezza questo ponte del primo maggio non sono potuto andar giù a casa (Sceriffo, quanto mi mancate...).
Pochi rimpianti però, con claudia ne abbiamo approfittato, vista anche la macchina nuova,. di fare una piccola gitarella verso Genova.
In programma c'era, a dite il vero, la visita all'acquario e poi "quello che viene viene".
Nella più classica tradizione Scaravilli (Guido) si parte all'avventura senza prenotazione al grido di: "dove troviamo ci fermiamo!".
La partenza è di quelle cosìddette "inteligenti" ovvero eravamo in macchina a mezzogiorno, ce la prendiamo con calma e nel pomeriggio siamo comodamente a Genova, città diventata a me famosa perchè se sbagli l'uscita dallo svoncolo e vai verso il centro, prima di poter tornare indietro devi quasi arrivare al porto. Arrivato al porto e tornato indietro (Ovviamente ho sbagliato strada) abbiamo trovato un hotel dove passare la notte ma, sia ben chiato, solo QUELLA notte! Sistemati i bagagli in camera, troviamo un ristorante e si va a mangiare pesce (ah quanto tempo...).
Giorno 2 - LA FOLLA
Ebbene si, il secondo giorno è caratterizzato dalla "stupidità umana" (la mia innanzitutto). Ma vengo e mi spiego: tutti sanno che i giorni festivi, ponti compresi, sono i peggiori per andare a visitare luoghi di attrazione turistica tipo, gli zoo, i parcho giochi o L'ACQUARIO DI GENOVA!!!

Capita però che questa norma dettata dall'umano istinto di sopravvivenza venga meno proprio nei giorni antecedenti a festività e ponti vari. Questa visita all'acquario è stata una vera e propria odissea.: millemila persone tutte insieme in fila per entrare, che battevano le loro palme sudaticce sui vetri delle vasche, con i loro flash che accecavano quei poveri pesci e infilavano le mani nelle vasche per tentare di tocare le razze. Il tutto ovviamente in barba agli annunci che intimavano di non farlo.
Magari avessero messo una mano quì dentro...

Più bello però, dal punto di vista della godibilità della visita, è stato il "Galata Museo del mare"che, quasi vuoto, si è prestato ad una visita più che approfondita e acculturante.
Interessante è stata alla fine del museo la mostra:LA MERICA una mostra in cui il visitatore, calato nei panni di un emigrante, tramite un passaporto (finto consegnato all'ingresso), faceva un giro per le cabine e per i ponti di un transatlantico ricostruito all'interno del museo.
Cosa carina della mostra era che gli spazi espositivi avevano dei monitor interattivi in cui, inserendo il passaporto nell'apposita fessura, un attore ci si rivolgeva come a degli ipotetici viaggiatori italiani ovviamente con dei nomi fittizi presi a caso da non si sa dove. Il caso volle che il passaporto di Claudia: residente a Brunico nella Pustra profonda, orgogliosa delle sue origini e della sua madrelingua tedesca fosse quello di..."Anna Sciacchitano" analfabeta nata nel1871 a Girgenti Ah il caso cinico e baro...
Continua...




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